31 ott 2016

La presentazione

Personalmente detesto trovarmi al centro dell'attenzione e non mi piace neanche vantarmi, specie dei miei successi, so di essere contraddittoria per l’epoca di Facebook ma è una cosa più forte di me, come un riflesso incondizionato o una paura inconscia. Non amo mettermi in mostra come un quadro, lo trovo del tutto innaturale per i miei standard, non sono timida ma generalmente a me piace ascoltare, non parlare, purtroppo però per i miei libri ho dovuto sforzarmi di mettermi in vetrina.

La presentazione di un libro è una cosa importante, bisogna farla per farsi conoscere, per far parlare di sé, per far acquistare libri, ma dovete avere una motivazione forte. Spesso si pensa che la presentazione di un libro sia un luogo deserto, con lo scrittore, il relatore, qualche passante che aveva bisogno di riposare il sedere, un paio di grilli e un cespuglio vagante e Willy il coyote capitato di lì per errore. Niente di più sbagliato! 
Alla presentazione di un libro si affacciano curiosi, gente interessata, intellettuali di paese, amici e conoscenti vari, insomma, di gente se ne aggrega e quando sei lì, con tutti quegli occhi puntati addosso, con quello sproloquio di domande a cui rispondere in maniera più o meno sensata, daje a cercare di immaginare gli spettatori in mutande! Piuttosto di solito immagino me stessa in mutande di fronte a tutti. In quei momenti preferirei fuggire lontano piuttosto e ad ogni domanda del relatore, l'unica risposta a cui riesco generalmente a pensare e "checichecicheci faccio qui?" che Jovanotti canta in Un uomo.