24 lug 2016

Concorsi letterari... bizzarri!

Sono contattata spesso, tramite i social, da persone che mi invitano, tramite messaggi privati, a partecipare al concorso letterario "tal dei tali", ma io generalmente li ignoro. Non lo faccio perché mi sento così brava da non averne bisogno, partecipare ad un concorso fa sempre curriculum, ma se chi organizza ha bisogno di invitarti in questo modo vuol dire che c'è l'inghippo da qualche parte.
Qualche tempo fa ho dovuto bloccare un tizio, che mi aveva mandato uno di questi inviti, perché la partecipazione al concorso prevedeva l'invio di tre copie del libro, il pagamento di una quota monetaria da inviare in busta chiusa per posta ordinaria e in caso di vincita, avrei dovuto pagare a mie spese il ritiro del premio.

Ora, io sono una sempliciotta ma non sono stupida. 

Chiesi a questo signore che fine avrebbero fatto le copie inviate e come sarebbero stati tracciati i soldi spediti per la partecipazione. Lui, con modi saccenti, mi rispose che se proprio ci tenevo a tracciare questi soldi, mi avrebbero inviato una regolare ricevuta, delle copie inviate non era in grado di dirmi cosa ne sarebbe stato e per il ritiro del premio trovava normale che fosse a spese dell'autore. Chiaramente lì persi le staffe e domandai se trovasse giusto che un concorso fosse interamente a carico degli autori. Da quel momento mi ritrovai tartassata da una serie di messaggi interminabili di spiegazioni campate in aria, volte a convincermi a partecipare. Salutandolo educatamente lo bloccai.

Non so come la vedete voi ma a me pare che, ancora oggi, le prestazioni lavorative mentali non siano considerate allo stesso livello dei quelle fisiche, se a questo ci aggiungiamo una buona dose di voglia di fregare il prossimo e sottovalutazione dell'intelletto altrui, eccovi un cocktail perfetto di speculazione sugli esordienti.