05 giu 2016

Il fallimento non è previsto!

Non ho mai nascosto d'essere piuttosto contraria all'auto-pubblicazione su web e chi bazzica nel settore sa bene che si tratta di un argomento fortemente discusso negli ultimi anni.

Le motivazioni che mi spingono ad essere contraria sono molto semplici:

1. Se una casa editrice valuta il tuo manoscritto come "non pubblicabile", probabilmente ha buoni motivi per dirtelo. Trovo inutile e distruttivo non mettersi in discussione e se la perseveranza non premia, allora vuol dire che la scrittura non è la tua strada e bisogna prenderne realisticamente atto. Tutti amano cantare ma non tutti diventano cantanti.

2. Auto-pubblicarsi consente ad un vasto numero di persone non inclini alla scrittura, di pubblicare qualunque cosa e metterla sul mercato senza alcun rispetto per l'acquirente. Un libro è un acquisto a scatola chiusa, non è come un gioiello artigianale che puoi ammirare prima di comprare, pertanto bisogna aver rispetto del consumatore. Il lettore se spende vuol dire che crede in voi e dovete dargli modo di farlo, altrimenti diverrà scettico e non acquisterà mai più.

3. Auto-pubblicarsi vuol dire anche auto-valutarsi, quindi darsi un prezzo. Ho visto autori "senza marchio", come li chiamo io, auto-valutarsi con prezzi a dir poco astronomici per il mercato del web. 2,99 - 3,99 - 4,99 euro a manoscritto. Mi domando se questi autori si siano mai informati sul prezzo che le stesse case editrici danno ai propri autori quando vengono pubblicati in e-book. Si parla di prezzi che vanno tra 0,99 – 1,99 euro, solo le grandi case editrici vanno dai 2,99 euro in su, perciò mi pare che gli autori auto-pubblicati si sopravvalutino un po' troppo.

4. Statisticamente sono molto pochi quelli che auto-pubblicandosi hanno avuto successo nelle vendite, al contrario dei numeri conseguiti dalle pubblicazione con "marchio editoriale".


A questo punto posso dire che accetto un solo tipo di autore auto-pubblicato, cioè quello che ha pubblicato almeno un libro con una casa editrice.