01 mag 2017

Lo scrittore è un sognatore per natura

Finalmente a breve potrò riappropriarmi dei diritti di uno dei miei libri. Non ho ancora ben capito cosa possa voler dire questa cosa ma sono certa che, se ne avrò la possibilità, darò al mio bambino un nuovo nome, una nuova copertina e una nuova vita tutta cibernetica. Basta con questo cartaceo che ormai non si fila più nessuno, basta con questi prezzi che fanno storcere il naso ai lettori, ma sopratutto via libera a give-away e recensioni. Insomma basta con queste case editrici e forse arriverà anche quel sequel che tengo nel cassetto. 
Qualcuno mi ha detto che non devo prendere questo tremendo blocco dello scrittore, che ormai persiste da ben due anni, come una cosa negativa, mi hanno detto di vederla come una pausa di riflessione. 
Di tutta questa storia però ho solo una certezza: il blocco non dipende solo dal mio stato d'animo ma anche dal modo di lavorare delle case editrici, delle farlocche associazioni culturali e dalla mia situazione economica che non mi permette di sostenere questo sogno. Eppure quella stella che brilla dentro di me non si è ancora spenta, è flebile ma emette ancora calore e voglio darle ossigeno, voglio provare a salvare il salvabile. Io ci voglio provare! 
Sono una sognatrice per natura e non rinuncio al mio sogno, non rinuncio alla mia ambizione... che poi la dea si vendica se ci hai rinunciato.

14 feb 2017

Se mai continuerò a scrivere...


Sto maturando l’idea di abbandonare la scrittura, non perché non mi piaccia scrivere ma perché ho sempre meno tempo per farlo, ma soprattutto non ho più né tempo, né voglia di star dietro alle case editrici. Non è per polemica o per cattiveria, ma le case editrici, per come la vedo io, pretendono troppo da un autore.
Tu autore devi sponsorizzare, pubblicizzare, lanciare, presentare il tuo libro per guadagnarci quanto? Se sei fortunato, il 10% sulla vendita. Si richiede troppo per il valore che alla fine viene retribuito, questo non consente uno sprono, una motivazione valida. Alla fine cosa ci ricaviamo noi autori? Un bel niente. Non ci possiamo neanche permettere di regalare una copia ai nostri genitori. Sì, è vero, le ho accettate io le condizioni contrattuali e pertanto me le devo sbattere.
Perciò ho deciso di svincolarmi dalle case editrici, di liberarmi dei loro vincoli e se mai continuerò a scrivere, ripeto, se mai continuerò, mi butterò sul self, anche se, come sapete non sono molto favorevole, ma tanto l’editor lo fa l’autore, la copertina la sceglie l’autore (e con un buon programma di grafica puoi fartela anche da solo), il lancio lo fa l’autore, a che mi serve una casa editrice? E poi, ormai, un nome come autrice me lo sono fatto, se permettete, se pur in piccolo. Perciò, se proprio devo guadagnare una miseria, li metterò a 0,99 € su Amazon e fine della storia, sicuramente c’è meno sbattimento.

Se mai continuerò a scrivere…

11 gen 2017

Le associazioni culturali: il nervo scoperto della cultura

Su Facebook ci siete tutti, lo vedete, ogni giorno ci sono inviti ad eventi musicali, di spettacolo a mercatini eccetera, ma quando si tratta di creare un evento letterario la faccenda si fa complicata. Da quando ho pubblicato il mio primo libro ho maturato un odio profondo e sviscerato nei confronti di tutte quelle associazioni dai nomi altisonanti, conosciuti a livello nazionale, che si definiscono "culturali"
Sono associazioni culturali quei gruppi di persone che, senza scopo di lucro, si prefiggono di promuovere la cultura in un dato territorio. 
Da che mondo e mondo la cultura viene rappresentata con un libro o una pergamena, provate a scrivere la parola cultura su Google immagini, ma le associazioni culturali questo se lo dimenticano, perché è più facile organizzare un evento musicale per fattoni, è più facile organizzare eventi di spettacolo per gli altolocati o i disabili, è più facile organizzare eventi di fai-da-te a cavallo delle feste natalizie, certo, perché organizzare un evento culturale con tema un libro è più difficile, il pubblico è di nicchia, non tutti leggono, non tutti comprano libri, non tutti amano queste cose. Lo vedete quanta contraddizione c'è?
Un'associazione culturale dovrebbe promuovere la cultura là dove manca, non dove si è sicuri di far centro.
Detesto le facce che fanno quando ti presenti con il tuo libro e proponi una presentazione. Le detesto.